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Osservatorio "Giovani e Sicurezza" di Verisure e Skuola.net: L’Italia? Per i giovani è un posto sempre meno sicuro.
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Infografica Verisure e Skuola.net - Osservatorio Giovani e Sicurezza

I giovani pensano che il livello di sicurezza del nostro Paese sia scarso o stia peggiorando, specie a seguito della pandemia. Per questo, proiettandosi nel futuro, il 63% doterà la propria casa di un sistema di allarme. Al momento, però, in molti devono rinunciarci: meno di 1 famiglia su 2 protegge il luogo più importante. E in alcuni casi aiutano i topi di appartamento: 4 su 10 raccontano le proprie vacanze sui social. 

 

Un Paese peggiore di quello lasciato nell'era pre-Covid, anche sul fronte sicurezza. È quello che hanno trovato i nostri ragazzi nel momento in cui hanno rimesso piede fuori di casa dopo i lunghi mesi di chiusure. O almeno questa è la percezione che hanno avuto. E che li porta ad essere particolarmente attenti alla protezione delle cose a cui tengono di più, in primis la casa, soprattutto in prospettiva futura. A segnalarlo è la seconda edizione dell'Osservatorio "Giovani e Sicurezza", realizzato da Skuola.net in collaborazione con Verisure Italia - leader d’Europa nel settore dei sistemi d’allarme - grazie al contributo di 1.000 giovani tra gli 11 e 30 anni. 

In termini generali, oltre 7 ragazzi su 10 (che diventano 8 al Sud) pensano che l'Italia sia attualmente un posto in cui si possa facilmente finire nel mirino di qualche malintenzionato. Il 35% - che sale al 44% nelle regioni del Sud - vede questo stato di cose in atto da parecchio tempo. Preoccupa che il dato, rispetto alla medesima rilevazione nel 2019, sia cresciuto di circa dieci punti percentuali. A questi si aggiunge, poi, un 36% che è convinto che le cose siano peggiorate proprio nell'ultimo periodo. Pericoli che, spesso, secondo molti arrivano fino a sotto casa: quasi 1 su 4 giudica "basso" se non addirittura "molto basso" il livello di sicurezza del luogo - paese, città, quartiere - in cui abita; col solito picco nel Mezzogiorno, dove si sfora quota 30%.

Anche per questo motivo, i ragazzi non sembrano essere spaventati dalla sempre maggiore diffusione delle telecamere di videosorveglianza nei luoghi pubblici: per il 43% rappresentano un “must have” per proteggere la sicurezza collettiva e prevenire i reati, mentre il 48% approva seguendo l’adagio “male non fare, paura non avere”. A conti fatti, dunque, 9 su 10 accettano di buon grado questo compromesso tra privacy e sicurezza. 

La ricerca di sicurezza delle nuove generazioni, però, non è rivolta solo all’esterno degli ambienti domestici ma soprattutto all’interno delle abitazioni. E già pianificano una strategia di difesa per quando avranno una propria casa; dal momento che praticamente tutti vivono con i genitori. In base ai dati raccolti dall’indagine di Skuola.net e Verisure, infatti, il 63% (quasi 2 su 3) proiettandosi in avanti vorrebbe dotarsi di un sistema di sicurezza; anzi, il 32% è sicuro che lo farà. A cui potrebbe aggregarsi un altro 26% che valuterebbe tale opzione se il luogo in cui andrà ad abitare si dovesse rivelare poco sicuro. Appena 1 su 10 ci rinuncerebbe a prescindere.

Per ora, invece, devono accontentarsi delle decisioni prese dall'alto, dalla famiglia. Che non garantiscono a tutti la copertura che vorrebbero. In base a quanto raccontano i ragazzi, attualmente, meno di 1 su 2 ha attrezzato la casa con qualche dispositivo d'allarme o anti effrazione. Il motivo per cui gli altri non lo hanno fatto? Il fattore economico è determinante fino a un certo punto: solo il 20% chiama in ballo le scarse finanze; quasi sempre è semplicemente perché non ci si pone il problema, come se fosse lontano da loro.

E sempre rimanendo in ambito familiare, dove c’è tecnologia i più giovani diventano protagonisti attivi. Così accade che, se in casa è installato un sistema di videosorveglianza, circa 1 su 3 collabora con i genitori alla supervisione dei filmati. Un’ottima occasione di redenzione, visto che anche  questa edizione dell’Osservatorio di Skuola.net e Verisure emerge una preoccupante abitudine, soprattutto in vista delle vacanze estive: la sovraesposizione online, soprattutto sui social network. Ad esempio, quasi 1 ragazzo su 2 si geolocalizza quando arriva a destinazione e 4 su 10 confessano di raccontare online i dettagli delle proprie vacanze. Questo nonostante più di 2 su 3 siano consapevoli che tali comportamenti potrebbero fare il ‘gioco’ dei ladri. Per fortuna, però, queste abitudini sembrano in una fase calante: rispetto alla precedente indagine, il diario social perde l’11% di adepti, le geolocalizzazioni registrano un confortante -6%.  

“L’Osservatorio ‘Giovani e Sicurezza’ - commenta Stefan Konrad, Managing Director di Verisure Italia è per noi molto importante perché, da sempre, ascoltiamo i bisogni dei clienti per guidare la nostra innovazione. Ascoltare le nuove generazioni ci aiuta a costruire il futuro della sicurezza di cui hanno bisogno perché saranno proprio loro i nostri clienti del futuro. Non solo, per un’azienda in rapida crescita come la nostra, i giovani saranno i nostri talenti del futuro, i professionisti che stiamo cercando”. 

 

Tornando ai sistemi di protezione, la ricerca condotta da Skuola.net assieme a Verisure - multinazionale che in tema di sicurezza e allarmi monitorati si è distinta come ‘numero uno’ in Europa e Italia - mostra come per i più giovani la difesa del bene più caro - la casa - sia ben presente. Quando prenderanno loro la decisione se installare o meno un sistema di sicurezza, questo dovrà essere un ecosistema completo, all'avanguardia e di facile utilizzo. Basta osservare quale aspetto indicano come decisivo: per il 38% deve essere la combinazione di un'ampia varietà di tecnologie e servizi (sensori, telecamere di sorveglianza, allarmi sonori ma anche collegamento con una Centrale Operativa), il 30% cercherebbe l'ultimissima tecnologia sul mercato, il 22% guarderebbe soprattutto alla praticità nella sua gestione. 

Entrando più nello specifico, quando gli si chiede quali siano gli elementi imprescindibili dell'ipotetico dispositivo: al primo posto ci deve essere un sistema che dia la possibilità di controllare la casa da remoto attraverso App (lo metterebbe nel carrello il 67%); il 68% aggiungerebbe sirene e allarmi sonori; il 55% metterebbe telecamere ovunque, dentro e fuori la casa.

In fondo, non solo sono ormai abituati a conviverci, ma li fanno sentire molto più sicuri: tra chi ha un sistema di videosorveglianza in casa, il 47% dice di sentirsi più tranquillo sapendo che c'è mentre il 35% non ne percepisce proprio la presenza. Così come, tra quelli che non hanno telecamere tra le mura domestiche il 26% approverebbe senza dubbi, al 45% forse darebbe inizialmente fastidio, giusto il tempo di familiarizzare con loro e solo il 29% pensa che lo farebbero sentire meno libero.

* "Calcola ora" o "Calcola online in meno di un minuto" fa parte di un processo di valutazione della sicurezza che inizia con la raccolta di alcune informazioni riguardanti le esigenze di sicurezza di ogni cliente entro circa un minuto dal momento in cui il consumatore preme il pulsante e che continua con la telefonata per confermare le caratteristiche della casa del cliente e che si conclude con uno studio di sicurezza personale e sul posto